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Dopo la presentazione dei primi modelli ibridi della sua storia, i primi SUV diesel ibridi premium del mondo, Land Rover ha voluto dimostrare che anche queste nuove Range Rover avevano mantenuto le loro capacità in fuoristrada e la loro affidabilità in ogni situazione.

Tre Range Rover Hybrid, nell’agosto del 2013, sono partite da Solihull per raggiungere Mumbai, in India. Un viaggio di oltre 16.000 km, durato 53 giorni, attraversando 13 nazioni e 2 continenti, lungo strade, piste e passi tra i più impegnativi del mondo, inclusa una parte dell’antica Via della Seta, con temperature tra i -10° ed i +43°.

La spedizione, la prima con vetture ibride ed una delle più impegnative mai realizzate da Land Rover, costituiva il test finale per la Range Rover Hybrid prima del via alla sua produzione di serie.

Da Solihull la spedizione ha attraversato la Francia, il Belgio, la Germania, la Polonia, l’Ucraina, la Russia, il Kazakistan, l’Uzbekistan, il Kyrgyzstan, la Cina (incluso il Tibet), il Nepal e l’India. Molta della distanza è stata coperta seguendo la leggendaria Via della Seta, la rotta commerciale che collegò l’Asia all’Europa più di 2.500 anni fa. La spedizione, di notte, ha sostato in hotel, ostelli o in tenda, in molti delle stesse stazioni di posta utilizzate allora dai mercanti, dei missionari e dei mercenari.

Le ostili condizioni di viaggio non erano limitate soltanto a strade asfaltate piene di buche vaste e profonde, ma soprattutto alle polverose piste desertiche, i molti chilometri  percorsi nel fango o arrampicandosi su sentieri sassosi o utilizzati solo per il bestiame. Inoltre, i fiumi da guadare, i passi di montagna quasi aggrappati agli strapiombi, spesso parzialmente bloccati dalla cadute delle rocce, l’aria rarefatta delle altitudini estreme e il denso e caotico traffico delle strade cinesi ed indiane; tutto ha messo seriamente alla prova uomini e macchine.   

Dove la Via della Seta si divide verso nord e verso sud, vicino a Kashgar, nella Cina nord-occidentale, la spedizione si è avventurata su un percorso tra le montagne che mai era stato affrontato prima da da veicoli che non fossero cinesi e mai viste prima, nella sua totalità, da un occidentale: la strada Xinjiang-Tibet, che ha portato le Range Rover Hybrid a superare i 5.300 metri sul livello del mare.

Per setti giorni consecutivi la spedizione ha viaggiato ad altitudini comprese tra i 3.350 ed i 5.379 metri. A queste quote l’ossigeno contenuto nell’aria si riduce del 21% del livello del mare a meno del 10%, rendendo difficili i movimenti sia per gli uomini, sia per i motori a combustione interna. Il convoglio delle Range Rover ha superato queste difficoltà grazie anche alla coppia istantanea fornita dai motori elettrici da 0 giri/minuto e nonostante i veicoli stessi fossero appesantiti notevolmente dal sovraccarico dei bagagli, delle attrezzature da campeggio, dei viveri, dell’equipaggiamento medico e penalizzati dalla scarsa aerodinamicità di ruote, pneumatici e taniche di carburante trasportati sul tetto.  

Su piste piene di fango, impraticabili per altri tipi di veicoli, la combinazione dei motori della Range Rover Hybrid – un motore elettrico da 35 kW abbinato al motore turbodiesel TDV6 da 3.0 litri – ha dato eccellenti risultati per quanto riguarda il consumo di carburante soprattutto per veicoli così grandi e così potenti. Il consumo medio di carburante è stato di circa 7,7 litri per 100 chilometri.

Un team di ingegneri della Land Rover addetti allo sviluppo, ha monitorato costantemente i dati registrati da ogni vettura durante il viaggio e ha inviato a Gaydon più di 300 gigabyte di informazioni. Scopo della spedizione era quello di provare l’affidabilità dei componenti meccanici, ma anche di mettere a punto la calibrazione dei software del motore e della trasmissione in fuoristrada, alle temperature più estreme e alle altitudini più elevate. I contrattempi tecnici sono la testimonianza della difficoltà delle strade percorse: 15 forature fra le tre Range Rover Hybrid ed i 4 veicoli di supporto; 4 cerchi danneggiati dalle buche e 4 parabrezza rotti a causa delle pietre saltate via dalla superficie sconnessa delle strade.