La storia della Citroën 2CV ufficialmente inizia nel 1948, anche se, in realtà, la prima idea nasce nel 1935, quando Pierre-Jules Boulanger succede ad André Citroën.

Nel 1933 André Citroën aveva dotato le sue vetture di serie di tutti i più moderni dispositivi e di ogni comfort: dal servofreno pneumatico Westinghouse al “motore flottante”, cioè sospeso su supporti elastici che ne riducevano le vibrazioni, da carrozzerie più aerodinamiche con le nuove calandre studiate da Flaminio Bertoni alla “monoscocca” che, unita alla costruzione “tutto acciaio”, le rendeva robuste e leggere.

Il 16 maggio del 1968, proprio nello stesso momento in cui scoppiava il “Maggio francese” con l’inizio di una stagione ricca di fermenti sociali, culturali e politici, sui campi da golf di Deauville veniva presentata alla stampa la nuova Citroen Mehari. Una piccola cabriolet, con la carrozzeria interamente di plastica, che sarebbe ben presto diventata un’icona di cui ne furono prodotte quasi 150.000, molte delle quali circolano ancora sulle strade di tutto il mondo.

La mattina del 6 ottobre 1955, Parigi si risveglia nel suo tipico clima autunnale. Tutto è pronto per la 42° edizione del Salone dell’Auto. Davanti alle biglietterie del Palazzo delle Esposizioni c’è la folla delle grandi occasioni perché grande è l’aspettativa per quello che Citroen sta per presentare al mondo.

La concept RD-6, presentata al Salone di Francoforte nel 2003, fu un passaggio importante per Jaguar perché gettava le basi per le sue future auto, prefigurando la nuova direzione che stava prendendo il design della casa di Coventry con l’avvento di Ian Callum.
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