Auto Stories

1934, Citroën lancia la Traction Avant

Nel 1933 André Citroën aveva dotato le sue vetture di serie di tutti i più moderni dispositivi e di ogni comfort: dal servofreno pneumatico Westinghouse al “motore flottante”, cioè sospeso su supporti elastici che ne riducevano le vibrazioni, da carrozzerie più aerodinamiche con le nuove calandre studiate da Flaminio Bertoni alla “monoscocca” che, unita alla costruzione “tutto acciaio”, le rendeva robuste e leggere.

Un giorno André Citroën fu contattato telefonicamente da Gabriel Voisin, un industriale francese che durante la Prima Guerra Mondiale aveva fornito alle forze armate francesi oltre diecimila aerei e che era poi passato alla produzione di auto di lusso. L’onda lunga della crisi del ’29 era arrivata anche in Europa e, così, le elegantissime ma costosissime Voisin giacevano invendute nei saloni dei rivenditori. Con quella telefonata Voisin voleva segnalare a Citroën un suo dipendente, André Lefèbvre, ex-pilota da corsa, progettista aeronautico, poi convertitosi al mondo dell’automobile, che al culmine della crisi della Voisin era stato costretto a cercare un altro impiego e l’aveva trovato nella fabbrica Renault di Boulogne Billancourt.
Lefèbvre era un genio, un innovatore, mentre Louis Renault era un conservatore incallito. Il loro rapporto finì quando Lefèbvre si presentò da Renault con una cartella di progetti per una vettura a trazione anteriore perché, secondo lui, le ruote anteriori dovevano imprimere il moto, per dirigere la vettura nella direzione impostata dal conducente e non spingerla fuori strada con le ruote posteriori. L’intuizione era giusta, ma Lefèbvre si ritrovò senza lavoro. Tornò così da Voisin il quale, davanti a quel progetto così innovativo, pensò che l’unico in grado di realizzarlo fosse André Citroën che, in effetti, si dimostrò subito entusiasta dell’idea.
Alla fine di marzo del 1933 Citroën affidò a Lefèbvre l’incarico di realizzare il suo progetto, affiancandogli i suoi migliori uomini: il designer Flaminio Bertoni e l’ingegnere franco-brasiliano Robert Dimitri Sensaud de Lavaud. Questo team lavorò giorno e notte ed in poco tempo la Traction, come fu ribattezzata la “7”, fu pronta.
Il 23 marzo del 1934 un gruppo selezionato di concessionari ebbe la possibilità di vederne una. La nuova auto era bassa perché non aveva l’albero di trasmissione ed il differenziale al ponte posteriore. Per la sua linea aerodinamica, Bertoni prese spunto dalle aggraziate forme di un cigno. Inoltre, essendo più bassa, non c’erano i predellini e, quindi, non si doveva più “salire in vettura”: era sufficiente accomodarsi a bordo, nei grandi e comodi sedili di cui era dotata.
La sospensione a barre di torsione garantiva comfort e tenuta di strada. Unita alla trazione anteriore la rendeva quasi imprendibile; non a caso fu l’auto dei gangster e successivamente dei “maquis”, i partigiani francesi. L’aerodinamica le permetteva di percorrere tra i 13 ed i 14 chilometri con un litro e la faceva viaggiare sul filo dei 100 kmh.
La vettura fu presentata il 18 aprile con tre motorizzazioni: 7, 11 e 22 (che era la potenza fiscale francese), a quattro cilindri, a cui si aggiunse poi la “15” a sei cilindri.
La Traction Avant fu prodotta in quasi 760.000 esemplari tra berline, limousine, familiari, coupé e roadster, queste ultime due disegnate da Jean Daninons, futuro fondatore della Facel Vega.
Ancora oggi, 84 anni dopo la sua presentazione, la Traction Avant è un’auto attuale, capace di attraversare i continenti, come fa il gruppo francese di “Trac-Bar” che compie dei veri e propri raid dalle steppe mongole alle lande della Patagonia.