
Il 24 aprile 1961, Citroën presentava alla stampa la AMI 6, prodotta nel nuovo stabilimento di Rennes, destinata a completare la sua gamma, che comprendeva la 2CV, la ID e la DS.
Flaminio Bertoni, dopo aver disegnato la Traction Avant, la 2CV e la DS, viene incaricato di creare le linee di una vettura di fascia media, denominata Progetto AM. Il risultato del suo lavoro sarà la AMI 6, che confiderà essere il suo capolavoro.
Per la prima volta, il designer poteva esprimersi liberamente, senza che gli venisse imposto lo stile della vettura. E così, sulla AMI 6 propone un lunotto invertito che rimane pulito quando piove, ma permette anche di mantenere una buona capacità del bagagliaio posteriore con l’apertura tradizionale e, allo stesso tempo, offrire sedili posteriori spaziosi, il tutto in poco spazio.
La forte personalità della AMI 6 ha portato qualcuno a definire il suo stile “barocco”. Il frontale era caratterizzato da linee elaborate e grandi fari rettangolari, una novità per quell'epoca; la parte centrale del cofano era concava, il tetto a pagoda e le fiancate sottolineate da linee sagomate.
Gli interni si ispirano direttamente a quelli della DS: il volante mono-razza, le maniglie delle porte, i comandi e perfino i sedili. Venne adottato il motore bicilindrico di 602 cm3 derivato dalla 2CV.
Era, in tutto, una vettura originale e innovativa, che venne lanciata come “la seconda auto di famiglia”, ma anche come l’auto con "il rapporto chilometri-comfort meno caro del mondo".
Citroën organizzò un raid per dimostrare la resistenza e le qualità stradali dell’auto, Le Tour de Gaule d'Amisix. Il 19 gennaio 1967 due AMI 6 Break di serie partono da Rennes-La-Janais, percorrendo 2.077 km in 23 ore e 11 minuti, a una velocità media di 89,6 km/h.
La versione giardinetta, la Break, era stata lanciata nel 1964. Progettata da Henri Dargent, l’assistente di Flaminio Bertoni, e Robert Opron, successore di Bertoni e scomparso di recente, aumenterà le vendite e soppianterà la berlina, caso raro nella storia dell'automobile. Dalla linea più convenzionale, con un grande volume di carico per una vettura di questa categoria e un accesso facile e pratico. Versatile, tale da permettere a una famiglia di viaggiare con un comfort apprezzabile, pratica anche per il lavoro.
Sugli ultimi modelli, l'intensità della luce del quadro strumenti si regola con una piccola manopola che controlla un reostato. La successiva versione Club, lanciata nel 1967, montava quattro fari e la modanatura sulla fiancata in gomma bianca.
La AMI 6 diventerà l'auto preferita dai francesi nel 1966. La produzione della berlina terminò nel marzo 1969, sostituita dalla AMI 8, meno originale e con il lunotto posteriore nella direzione "giusta", che a sua volta, il posto alla Visa nel 1978.
Complessivamente sono state prodotte 1.039.384 AMI 6: di cui 483.986 berline (aprile 1961- marzo 1969), 551.880 Break (ottobre 1964 - settembre 1969) e 3.518 Entreprise (versione Break Service a due posti, versioni vetrate e lamierate).