Auto Stories

Alfa Romeo 6C 3000 CM Pininfarina Superflow IV, un esemplare unico

L’unica Alfa Romeo 6C 3000 CM (Competizione Maggiorata) Pininfarina Superflow IV costruita è la star al Concours d’Elégance del Salon Privé, uno dei più importanti saloni per le auto d’epoca e le supercar che si tiene a fine agosto al Blenheim Palace.

La 6C 3000 CM Colli Coupè nasce come vettura da corsa per le gare di durata. Nel 1953 ne furono realizzate soltanto otto esemplari, tra cui quello che partecipò, arrivando secondo, alla Mille Miglia, guidato da Juan Manuel Fangio. Una vettura fu consegnata alla Carrozzeria Boano per il presidente argentino Juan Peron ed un’altra, numero di telaio 00128, infine, a Pininfarina per essere convertita all’uso stradale.
Pininfarina studio e realizzò quattro differenti adattamenti della carrozzeria, sino ad arrivare alla definitiva Superflow IV. La prima versione fu presentata al Salone di Torino del 1956. Il plexiglass era un componente fondamentale del progetto originale dell’auto e del suo look; ricopriva le ruote anteriori ed i gruppi ottici; le sezioni incernierate ad ala di gabbiano del tetto erano realizzate in plexiglass.
La seconda evoluzione della Superflow vide una nuova livrea. L’originale colore bianco con una striscia nera venne sostituito da un più appariscente rosso brillante e la striscia diventò bianca. Vennero sostituite tutte le parti in plexiglass, ad eccezione delle coperture dei fari anteriori, e venne realizzate un nuovo muso più affusolato di acciaio.
Al Salone di Ginevra del 1959 venne presentato il terzo progetto denominato Spyder Super Sport o Superflow III. Aveva il tetto apribile, ma senza l’originale frontale e le coperture dei fari che vennero eliminate.
L’anno successive, sempre a Ginevra, venne finalmente presentata la versione definitiva. La Coupè Super Sport Speciale o Superflow IV era una perfetta combinazione delle versione precedente. Si tornava nuovamente al plexiglass, stavolta utilizzato per il tetto a cupola e per le coperture dei fari. L’auto avrebbe potuto essere utilizzata sia come una coupè che come una spyder grazie al fatto che i pannelli non erano incernierati ma potevano essere fatti scivolare verso il basso e dietro il lunotto posteriore.
La storia di quest’auto è una vera e propria cronologia del design e delle influenze degli anni Cinquanta e Sessanta. Un’auto comunque destinata a stupire, sempre, il pubblico.