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Il restauro della Sunbeam 1000HP per celebrare i 90 anni del suo record del mondo

Il 29 marzo 1927, circa 30.000 spettatori accorsero a Daytona Beach, in Florida, per assistere al tentativo del maggiore Henry Segrave di stabilire il nuovo record di velocità terrestre.

Accalcati sulle dune di sabbia furono testimoni del nuovo limite fissato a 203.79 mph (327.97 kmh). Segrave riuscì nell’impresa alla guida di una Sunbeam 22.5 litri, equipaggiata con due motori d’aereo V12, ognuno dei quali in grado di erogare 441 hp A 2.000 giri/minuto.

Per stabilire il nuovo record, il maggiore Segrave dovette portare a termine due tentativi. Nel corso del primo, il forte vento riuscì a far sbandare l’auto, costringendo il pilota a portare l’auto in mare per rallentarne la corsa. Nonostante questo imprevisto, Segrave fu in grado di tentare nuovamente il record. La velocità raggiunta nelle due prove fu rispettivamente di 200.668 mph (322.943 kmh) e 207.015 mph (333.158), per una media di 203.792 mph, nuovo record di velocità terrestre, il primo oltre le 200mph.

Il maggiore Segrave aveva sfidato il detentore del record Sir Malcolm Campbell che l’aveva stabilito l'anno prima raggiungendo la velocità record di 152.33 mph (245.15 kmh) guidando una Sunbeam 4 litri sovralimentata. Tuttavia, per poter infrangere la barriera delle 200 mph, aveva bisogno di una macchina molto più potente. La Sunbeam 1000HP, costruita dalla Sunbeam Motor Company nella fabbrica di Wolverhampton, è stata una delle prime vetture progettate e costruite per essere il veicolo terrestre più veloce

L’abitacolo del pilota della Sunbeam 1000HP era stata posizionato tra i due motori d’aereo V12 Sunbeam Matabele, che erogavano la loro potenza alle ruote tramite un cambio a tre marce e la catena di trasmissione. Il peso complessivo di questa impressionante vettura superava le 3 tonnellate.

Per il celebrare il 90° anniversario del record, il National Motor Museum riporterà a nuova vita la Sunbeam 1000HP, riaccendendo uno dei suoi motori per la prima a volta a distanza di oltre mezzo secolo. Lo scopo dei tecnici del National Motor Museum, che hanno avviato il progetto di recupero dei motori che nel corso degli anni sono stati pesantemente danneggiati dalla corrosione, è quello di recuperare i suoni, gli odori e la storia di questa macchina innovativa e contribuire a preservare questa testimonianza dell’ingegneria automobilistica per le generazioni future.

La Sunbeam 1000HP fu esposta a Beaulieu nel Montagu Motor Museum, che sarebbe poi divenuto il National Motor Museum, nel 1958 in prestito. Fu acquistata da Lord Montagu nel 1970 ed ora è il centro della mostra For Britain and For The Hell Of It all’interno del museo.

Nella mostra sono esposte alcune delle più famose vetture che hanno battuto il record di velocità terrestre. La Sunbeam 350hp del 1920, che nel 2015 in occasione del 90° anniversario del suo record di 150.77mph, fu protagonista di una corsa rievocativa a Pendine Sands. La Golden Arrow del 1929 che aprì la strada a due decenni d’ininterrotti successi britannici dopo che lo stesso maggiore Segrave fissò il nuovo record di velocità terrestre a 231.36 mph (372.33 kmh) a Daytona a marzo 1929. Donald Campbell infranse la barriera delle 400mph nel 1964 sulla Bluebird CN7 sul Lake Eyre in Australia.