Auto Stories

La Jaguar XKSS torna a vivere a distanza di 60 anni

A distanza di quasi sessanta anni, Jaguar ha presentato a Los Angeles la prima, autentica XKSS, l’auto definita "la prima supercar del mondo". Ricreata dai progettisti di Jaguar Classic, ne saranno prodotti nove esemplari che verranno consegnati, dopo un’attenta selezione, il prossimo anno.

Per spiegare il perché di questa decisione, bisogna fare un passo indietro nel tempo, a metà degli anni Cinquanta. La storia dell’originale XKSS è legata a quella sportiva di Jaguar. Tra il 1951 e il 1957, prima con la C-type e poi la D-type, Jaguar vinse cinque volte la 24 Ore di Le Mans. Nel 1955, però, la corsa venne funestata dalla più grande tragedia dello sport automobilistico: la Mercedes di Pierre Levegh urtò in piena velocità una Austin-Healey e fu letteralmente lanciata sulla folla. Levegh e più di 80 spettatori morirono nell’impatto, a centinaia rimasero feriti. Fu una triste vittoria per Mike Hawthorn e Ivor Bueb su Jaguar D-type, in un weekend in cui si aggiunse un altro dolore per William Lyons, il fondatore di Jaguar, che perse il suo unico figlio John in un incidente stradale.
Nel 1956 Jaguar decise così di ritirarsi dalle gare, affidando le sue auto al team scozzese Ecurie Ecosse ed a quello americano di Briggs Cunningham. Lyons ebbe l’idea d’utilizzare i telai delle D-type non utilizzati per creare un’edizione limitata di una supersportiva stradale.
Nacque così la XKSS, una sigla che rimadava alle origini di Jaguar, il cui primo nome era stato Swallow Sidecars. Si decise di produrne cinquanta per poterla iscrivere alle gare dello Sports Car Club of America per le sportive di serie.
La conversione dalla D-type da corsa alla XKSS fu relativamente semplice, in quanto sarebbe stata una vettura da corsa appena mascherata da vettura stradale. Fu rimossa la divisione centrale tra guidatore e passeggero ed aggiunta la portiera a sinistra. I poggiatesta, la carenatura e la pinna posizionate dietro al pilota vennero eliminate.
Un parabrezza grande prese il posto del basso deflettore ed i vetri laterali ed una capote di tela provvedevano a riparare dalle intemperie. La splendida e delicata carrozzeria fu protetta con paraurti di alluminio, oltre all’aggiunta dei gruppi ottici e degli indicatori di direzione.
La XKSS aveva lo stesso motore 3.4 litri, sei cilindri in linea, da 253Cv, il servosterzo ed i dischi freno della D-type.
Presentata al Salone di New York, il primo ordine di 25 vetture fu immediatamente completato, dando il via al processo di conversion delle D-type. Ma un incendio scoppiato nel febbraio 1957 nella fabbrica di Browns Lane distrusse completamente l’attrezzatura e le dime della D-type e della XKSS, così come nove delle auto già completate. Delle restanti sedici già costruite, ben dodici finirono negli Stati Uniti.
All'inizio di quest'anno, Jaguar aveva annunciato che avrebbe riportato in vita le XKSS andate distrutte. L’esemplare presentato a Los Angeles è il risultato di 18 mesi di ricerca e sarà il modello per le nove repliche da costruire. Pur essendo completamente nuove, le nove XKSS avranno gli stessi numeri di telaio con cui all’epoca furono registrate e saranno vendute ad un prezzo di oltre 1 milione di sterline ciascuna.
La XKSS è la seconda vettura replica ad essere creata da Jaguar, dopo le sei E-type Lightweight costruite nel 2014. E’ grazie a quel progetto che i tecnici Jaguar hanno appreso come progettare auto tecnicamente fedeli alle caratteristiche dell'epoca, una conoscenza ulteriormente migliorata nella creazione della “nuova originale” XKSS.
L’auto presentata a Los Angeles è stata realizzata combinando i disegni originali dell'archivio Jaguar alla tecnologia più avanzata. Per ricostruire un’immagine digitale completa della vettura, compresa la carrozzeria, il telaio e tutti i componenti principali, i progettisti di Jaguar Classic hanno scansionato alcuni degli esemplari del 1957.
Come allora, la carrozzeria è in lega di magnesio e, non esistendo prototipi di studio originali, ne è stato prodotto uno su misura. I corpi vettura delle nove auto prenderanno forma da questo prototipo, attraverso un processo tradizionale chiamato tornitura manuale.
Gli ingegneri di Jaguar Classic hanno lavorato con i telai originali e, per supportare la costruzione di quello nuovo, lo hanno prima riprodotto su CAD. Insieme ai tecnici della divisione Classic, il produttore di telai Reynolds, famoso per le tubazioni 531, è stato incaricato di creare nuovi componenti specifici utilizzando il sistema di misure imperiali, piuttosto che quello metrico. I telai sono di bronzo saldato come avveniva per le tubazioni di quelli originali della XKSS. Come quelle di un tempo, le auto replica sono dotate di freni a disco Dunlop con pompa Plessey su tutte le ruote. Anche gli pneumatici sono Dunlop, montati su cerchi a doppio corpo rivettato in lega di magnesio. Sotto il cofano, la XKSS monta un motore 3.4 litri, 6 cilindri in linea da 262 CV. Il motore è dotato di nuovi blocchi e di nuove teste dei cilindri in ghisa e di tre carburatori Weber DC03.
L’originario quadro strumenti Smiths è stato perfettamente riscostruito e tutto il resto è esattamente come era nel 1957. Alcune piccole modifiche sono state apportate solo per migliorare la sicurezza del guidatore e del passeggero.
Le auto per i clienti saranno costruite a mano a partire da quest'anno e si stima che saranno necessarie 10.000 ore lavorative per la costruzione di ciascuna delle nuove XKSS.

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