Auto Stories

La Citroën Millepiedi e la DS con la quinta ruota

Il legame tra Citroën e Michelin risale ai tempi di André Citroën e alla sua amicizia con i fratelli Michelin, che si consolidò nel corso degli anni, in particolare ai tempi della DS, equipaggiata solo con pneumatici Michelin.

Per la DS, Michelin produsse uno pneumatico pensato appositamente per le auto dotate di sospensioni idropneumatiche: lo XAs, a disegno asimmetrico, che si adattava al punto d’aderenza della DS alle varie velocità e che fu montato in serie su tutte le DS21, incluse le “injection electronique”.
Per i loro test, i tecnici Michelin usava spesso le DS: veloci, stabili, dotate di un'ottima tenuta di strada, le grandi berline francesi erano ideali per portare al limite gli pneumatici sulla lunga pista di Clermont, come sulle strade di tutti i giorni. Ma negli anni la DS fece di più, con la nascita di due esemplari unici.
La prima, una ID Break - la versione Station Wagon della DS - era indistinguibile esternamente dalla versione di serie. In realtà, i progettisti avevano alloggiato all’interno del compartimento posteriore una quinta ruota, collegata al telaio tramite una sua sospensione idropneumatica indipendente da quelle principali.
L’auto poteva spostare la sua massa sulla quinta ruota e, viaggiando ad altissima velocità, sperimentare quel che poteva accadere alla copertura nelle varie condizioni di carico. Una serie di strumenti, alloggiati in vari pannelli, erano a disposizione del collaudatore che poteva vedere direttamente lo pneumatico e registrarne ogni parametro operativo. Questa DS fu utilizzata per oltre vent’anni sulla pista di Clermont e sulle autostrade francesi, e su di essa vennero sperimentate generazioni di pneumatici per ogni genere d’automobile.
La seconda ID Break messa in pista da Michelin nel 1972 era un nuovo banco prova su strada destinato ai test sugli pneumatici per i veicoli pesanti, come camion e autobus. Era lunga quasi otto metri, larga poco meno di due metri e mezzo ed era montata su dieci ruote; oltre quella da collaudare, sempre centrale. La nuova “creatura” venne chiamata PLR, sigla che sta per Poids Lourd Rapide (ovvero “camion veloce”) o, per gli amici, Mille Pattes, cioè millepiedi.
Un millepiedi straordinariamente potente, mosso da due motori Chevrolet da più di 200 CV ciascuno e capace di superare i 180 km/h e viaggiare indefinitivamente a più di 160 km/h come velocità di crociera (almeno fino all’esaurimento dei due serbatoi di benzina da 90 litri). La massa totale superava le nove tonnellate che potevano essere scaricate quasi completamente sullo pneumatico centrale.
Il PLR “millepiedi” ha servito Bibendum fino agli anni ‘90 ed è oggi visibile presso il bellissimo museo “Aventure Michelin” di Clermont Ferrand.