
Negli anni Venti si affermano concetti esaltati come la velocità, la macchina, la potenza industriale. Le automobili vengono così impiegate in gare di velocità, resistenza, durata, dall’esito spesso tragico. André Citroën, che pure aveva posto le basi del moderno processo di produzione industriale, non amava quel tipo di dimostrazioni. Le sue erano auto per tutti i giorni, per le famiglie e i lavoratori, sicure, affidabili, comode e pratiche, non progettate per battere record di velocità.

Sin dall’inizio, André Citroën andò sempre alla ricerca di nuove soluzioni tecnologiche da introdurre nelle sue vetture. Molte delle sue innovazioni contribuirono a cambiare l’industria automobilistica del tempo e contribuirono a consolidare la reputazione del marchio in tema di comfort. Convinto, poi, che “nel meccanismo del progresso non è tanto l’invenzione che conta, quanto la sua diffusione”, André Citroën fede diventare tutte quelle innovazioni dei forti veicoli pubblicitari per le sue auto.

Nel 1922 Citroën intraprese la prima traversata in automobile del Sahara, la cosiddetta Crociera Nera. Nel 1924 seguì una seconda spedizione che arrivò fino a Città del Capo, la Spedizione Citroën Centro Africa. Infine, nel 1931, promosse un’altra avventura, la più impegnativa, la terza missione Haardt-Dubreuil, più nota come Crociera Gialla.

Apre al Museo Enzo Ferrari di Modena la mostra dedicata al mondo delle classiche per celebrare i 75 anni della Ferrari. La 125 S, la prima auto a portare il nome Ferrari che varcò i cancelli di Maranello nel 1947 era più di un’auto nuova: era una dichiarazione d’intenti e l’inizio di una cultura di eccellenza lunga 75 anni costruita sull’artigianalità, la dedizione, la tradizione e l’innovazione. Una cultura che ha creato una lunga serie di capolavori automobilistici, ognuno destinato a trascendere il tempo.

Microcar a tre ruote prodotta dalla Sharp's Commercials, ribattezzata Bond Cars nel 1964, a Preston, nel Lancashire, tra il 1949 e il 1966. Derivava da un prototipo costruito dall'ingegnere Lawrence Bond che, durante la guerra, aveva lavorato come progettista aeronautico per la Blackburn Aircraft prima di avviare una piccola impresa di ingegneria a Blackpool, producendo componenti di aeromobili e veicoli per il governo.
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