
Nel 1955, la Mercedes-Benz 300 SLR rappresentava una sfida che non poteva essere affrontata dai motori Ferrari V12 da corsa. Ciò spinse Enzo Ferarri a commissionare ad Aurelio Lampredi la creazione di un motore sei cilindri in linea più potente. L'avanzato motore di 3.747 cc fu montato sulla 118 LM, progettata per affrontare la Mercedes alla Mille Miglia del 1955.

Nel 1967 la NSU presentò la Ro80, una berlina di lusso che montava anteriormente l'innovativo motore rotativo Wankel - da cui la sigla Ro - che azionava le ruote anteriori tramite un cambio semiautomatico a tre rapporti. Ma l'auto si distingueva anche per una carrozzeria aerodinamica, all'avanguardia per l'epoca. La stampa specializzata ne rimase impressionata, tanto che nel 1968 la Ro80 fu eletta Auto Europea dell'Anno.

Il 12 marzo 1955, al Salone di Ginevra, Fiat lanciava la 600. Disegnata da Dante Giacosa, già collaboratore di Carlo Abarth ai tempi della Cisitalia, la 600 avrebbe dovuto sostituire la 500: un'utilitaria economica a quattro posti con il motore posteriore, ma nei successivi 15 anni ne sarebbero state prodotte oltre 2,7 milioni di esemplari in tutte le sue varianti.

L’unica Alvis Grand Prix da corsa sopravvissuta sino a oggi, ritrovata in stato di abbandono presso un autodemolitore di Coventry, è stata riportata a nuova vita dalla stessa Alvis Car Company, 97 anni dopo il suo debutto nelle gare alla Junior Car Club 200 Mile Race di Brooklands.

“Tieniti forte” è questo il significato in bretone di Darl’mat, cognome di Emile, meccanico che dal 1921 divenne proprietario di un garage a Parigi, in Rue l'Université, e poi divenuto concessionario Peugeot nel 1923.
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