Written by Walter Marcelli on .

Fiat-Abarth 595, piccola e cattiva

Al Salone di Torino, il 31 ottobre 1963, Carlo Abarth presentava la Fiat-Abarth 595. Con un'abile mossa di marketing, Abarth offriva ai visitatori dell'esposizione, un coupon per un giro di prova sulla sua nuova creatura.

Due vetture e tre collaudatori furono messi a disposizione degli appassionati che, dopo lunghe code, poterono godere di un adrenalinico giro in collina. Il successo dell’iniziativa spinse Carlo Abarth a dichiarare che, a breve, sarebbero state prodotte le prime 1.000 vetture destinate all’omologazione corsa.
Costruita sulla base della Fiat 500 D, la nuova Fiat-Abarth 595 se ne differenziava esteriormente per la vistosa calandra anteriore traforata. A questa caratterizzazione si aggiungevano le scritte “Fiat Abarth 595” in metallo lucido sul posteriore e sul cofano, mentre sulla fiancata destra campeggiava la scritta “Campione del mondo”, con riferimento ai numerosi record detenuti dalle vetture Abarth. Sulla fiancata sinistra, il logo dello Scorpione con un fulmine tricolore che lo attraversava. A sottolineare la connotazione corsaiola del modello, contribuivano la coppa olio maggiorata in alluminio che sporgeva sotto il fascione posteriore e la marmitta sportiva tipo “Record Monza” a doppia uscita.
Altrettanto importanti le differenze all’interno del corpo vettura: cilindrata maggiorata a 593.7 cc, cilindri in ghisa speciale fusi in corpo unico, pistoni con cielo rialzato per una maggiore compressione, albero a camme più spinto e carburatore verticale Solex.
Ne risultava una vettura piccola ma aggressiva, e anche rumorosa. Erogava il 30% in più di potenza rispetto alla versione di origine, con 27 Cv a 5000 giri/min, e una velocità massima di 120 km/h. Il prezzo base venne fissato a di 595.000 lire.
Inizialmente, la produzione partì con 70 unità al mese, che presto divennero 250 per far fronte alla crescente domanda. Intanto, nel 1964, veniva lanciata la prima serie speciale denominata 595SS, che erogava 32 Cv e raggiungeva la velocità massima di 130 km/h. Ancora più evidente la caratterizzazione sportiva, con i ferma cofano marchiati Abarth in gomma, lo stemma dello scorpione smaltato al posto della maniglia e la sigla SS su cofano anteriore e posteriore. E con questa serie nascevano i primi accessori a richiesta, tra cui cerchi in lega, il volante sportivo a tre razze ed il tetto aerodinamico in plastica.
Come naturale evoluzione della 595, Abarth presentò al Salone di Ginevra nel marzo 1964 le Fiat-Abarth 695 e 695SS. La prima destinata all'uso urbano, la seconda, la SS, una vera sportiva: 38 Cv, 140 km/h, un nuovo albero motore, a bielle alleggerite, il diametro valvole maggiore, ed un prezzo base di 695.000 lire.
Parallelamente al successo di queste elaborazioni, nacque anche il fenomeno delle “cassette di trasformazione”, che permettevano di trasportare sulle vetture di serie Fiat le principali migliorie Abarth. Venduti dalla rete ufficiale, i kit contenuti nelle cassette offrivano tutto l’occorrente per trasformare una Fiat Nuova 500 in una Abarth 595 o 695, sia dal punto di vista meccanico che estetico.