Written by Walter Marcelli on .

Suzulight, rivoluzione su quattro ruote

Era l’autunno del 1955 quando il fondatore Michio Suzuki consegnò personalmente la prima Suzulight a un medico condotto di Hamamatsu, segnando l’ingresso ufficiale della casa giapponese nel mondo delle quattro ruote.

Suzuki, nata nel 1909 come società produttrice di telai tessili, dovette diversificare la propria attività nei primi anni ’50 a seguito del declino dell’industria del cotone. Dopo il debutto della Power Free nel 1952, la prima bicicletta motorizzata del marchio, nel 1955 venne presentata la Suzulight, un’auto rivoluzionaria per l’epoca.
Compatta e ingegnosa, fu progettata per rispondere alle esigenze del mercato giapponese degli anni Cinquanta: un Paese caratterizzato da strade rurali strette e dalla regolamentazione delle Kei Car, dall'abbreviazione di Keijidōsha, ovvero "automobile leggera", introdotta dal Ministero dei Trasporti giapponese nel luglio 1949. Questa normativa era nata dalla necessità di fornire un mezzo di trasporto economico ed efficiente nel Giappone del dopoguerra.
I requisiti iniziali stabiliti nel 1949 erano estremamente rigorosi e definivano veicoli "letteralmente piccoli": una lunghezza massima di 2,8 metri, una larghezza massima di 1 metro, un'altezza massima di 2 metri. La cilindrata massima del motore era fissata a 100 cc per i motori a due tempi e 150 cc per quelli a quattro tempi. La Suzulight, lanciata nel 1955, rientrava nella successiva classificazione da 360 cc introdotta dopo il 1949.
Ancora oggi, le Kei Car godono di significativi sgravi fiscali e sconti assicurativi in Giappone, che ne hanno consolidato il successo, costituendo oltre un terzo delle vendite di auto e l'idoneità per le città e le strade strette del Paese.
Dotata di un motore bicilindrico a due tempi da 360 cc e 15 CV, la Suzulight fu la prima auto giapponese con motore e trazione anteriore, sospensioni indipendenti a molle elicoidali e sterzo a cremagliera, anticipando soluzioni tecniche che sarebbero diventate comuni solo molti anni più tardi. La vettura soddisfava la normativa Kei Car e rappresentava la risposta perfetta a quel contesto: un’auto cittadina compatta, efficiente e accessibile, che massimizzava lo spazio interno riducendo al minimo l’ingombro esterno.
La stessa filosofia di leggerezza, robustezza, efficienza e accessibilità alla base del progetto Suzulight ha accompagnato da allora il marchio Suzuki fino a oggi, rendendolo riconosciuto a livello mondiale.