Written by Walter Marcelli on .

Opel Manta, la GT da famiglia

Cinquanta anni fa, nel 1970, Opel presentò la prima serie della Manta, una coupé 2+2 realizzata sulla stessa piattaforma della berlina Ascona, con l’obiettivo di entrare nel segmento all’epoca molto vivace delle coupè da famiglia.

Inizialmente concepita per essere lanciata come Kadett Coupé, la Manta aveva un aspetto elegante ed era ben costruita. Il capo-disegnatore Chuck Jordan aveva dato vita a un’originale vettura a 2 porte/2+2 la cui coda ricordava quella della Opel GT leggermente allungata.
La Manta arrivava al momento giusto: a quell’epoca il mercato era maturo per una coupé che non fosse solo insolita nell'aspetto, ma che avesse anche posto per la famiglia e le sue cose: il bagagliaio aveva una capacità di 500 litri.
“Una GT da famiglia” scriveva una rivista specializzata. Per tutte queste ragioni la Manta poté contare su una buona popolarità tra coloro che cercavano un’auto dall’aspetto sportivo in grado di assicurare buone prestazioni senza rinunciare al comfort.
La Manta condivideva la stessa tecnologia della Ascona, cosa che la rendeva accessibile per un’ampia fascia di clienti. Proposta inizialmente con gli stessi motori di 1.600 e 1.900 cc, dal 1972 ricevette anche un 1.2 da 60 CV.
Nel novembre 1972 arrivò la versione Berlinetta e due anni dopo la GT/E con motore 1.9 litri da 105 CV ad iniezione Bosch L Jetronic e finiture opache al posto delle cromature come era tendenza in quei giorni. Nel 1975, poco prima del lancio della seconda serie, fu presentata la versione GT/E Black Magic riconoscibile per la carrozzeria di colore nero e strisce arancioni sulle fiancate.
La Manta, invece di sostituire un modello esistente, si aggiungeva alla gamma, rispondendo alla domanda del mercato. Era nuova, elegante e sportiva, ma soprattutto arrivava in un momento in cui le coupé 2+2 erano molto popolari. La prima generazione di Opel Manta fu prodotta in 498.553 esemplari fino al 1975.
Al Salone di Francoforte del 1975 venne presentata la Manta-B, riconoscibile esternamente per la linea completamente rinnovata, più spigolosa e caratterizzata da nuovi fari anteriori rettangolari. Si aggiungeva un motore 1.200 da 60 CV e, dal 1977, un 2,0 litri ad iniezione elettronica da 110 CV per la versione GT/E.
Sulla base di questo modello fu realizzata nel 1981 la sportivissima versione 400 destinata ai rally, equipaggiata da un motore 2.4 litri, 4 cilindri bialbero a 16 valvole, da 144 CV. La Manta-B fu prodotta in 742.389 esemplari fino al 1988.
Durante gli anni della sua produzione, la gamma si arricchì di numerose versioni speciali (Holiday, Plus, Swinger, Sommer Bazar) che si caratterizzavano per le dotazioni di livello superiore e i prezzi moderati. Il carrozziere Karmann ottenne il permesso di costruire una cabriolet. Altri lo fecero senza permesso. Michael May costruì alcune Turbo Manta con motore da 140 CV. L'olandese Nic Heyden montò sulla sua Opel Manta il motore a 6 cilindri di 2.800 cc da 142 CV della Commodore: per circa 20.000 Marchi si poteva avere questa Manta 2800 TE che raggiungeva una velocità di 206 kmh ed accelerava in 7.8 secondi da 0 a 100 kmh. In tutto ne furono costruiti 79 esemplari.