
Nel 1936 la Tatra presentò la T97, una vettura di media grandezza, ma aerodinamica, con il motore raffreddato ad aria montato posteriormente.
Era una sorta di versione più piccola della T87, anch’essa dal design aerodinamico ed un V8 sempre montato posteriormente.
La T97 era equipaggiata con un motore da 1.761cc; aveva due prese d’aria laterali, con i finestrini posteriori, il parabrezza in un unico pezzo e soltanto due fari (invece dei tre della T97). La T97 era la più veloce quattro cilindri raffreddata ad aria del mondo.
A prima vista, appare subito evidente la somiglianza tra la T97 ed il Maggiolino Volkswagen, le cui storie s’incrociarono. Infatti, tra il 1931 ed il 1933, mentre Tatra stava lavorando alla costruzione di vetture aerodinamiche con il motore posteriore, Ferdinand Porsche stava sviluppando la Volkswagen KdF-Wagen. E più volte, in quegli anni, Hans Ledwinka, il padre della T97, e Porsche s’incontrarono per discutere dei loro progetti.
Quando, nel 1936, fu presentata la T97, era probabilmente l’auto piccola più avanzata del mondo, Porsche stava ancora lavorando sul progetto della KdF-Wagen, con la continua e pressante insistenza dello stesso Adolf Hitler che voleva che l’auto fosse finita al più presto per i suoi scopi propagandistici.
Quando la KdF-Wagen fu pronta, Hitler ritenne che la T97 fosse troppo simile alla sua auto, prodotta nella nuova fabbrica Volkswagen di Wolfsburg, sebbene la Tatra avesse un prezzo di vendita almeno cinque volte più alto. Nel 1939, in occasione della presentazione della KdF-Wagen, Hitler ordinò di far sparire dal Salone di Berlino la T97 e la più popolare T57, perché somigliavano troppo alla nuova vettura tedesca.
Oltre alla somiglianza, ancora più evidente il fatto che alcuni brevetti della Tatra fossero stati sfruttati dalla Volkswagen. E’ molto probabile che Porsche ne avesse approfittato a causa della pressione esercitata da Hitler sul suo lavoro, ma anche per la mancanza di un budget adeguato. Poco prima dello scoppio della guerra, Tatra intraprese dieci azioni legali contro Volkswagen per violazione dei suoi brevetti. La trattativa aperta dallo stesso Porsche con Tatra per comporre la controversia fu bloccata da Hitler che risolse a suo modo la questione. Qualche mese più tardi, infatti, la Germania nazista occupò la Cecoslovacchia e la Tatra finì sotto il controllo degli invasori. Il primo provvedimento fu quello di far terminare la produzione della T97 dopo solo 508 esemplari costruiti. La più grande T87, equipaggiata con il motore V8, rimase invece in produzione perché era la preferita tra gli alti gradi militari.
Dopo la fine della guerra, la KdF-Wagen divenne una star internazionale con il nome di Volkswagen Maggiolino, vendendo milioni e milioni di vetture, mentre Tatra si ritrovò al di là della cortina di ferro, sotto il nuovo regime comunista che impose cosa produrre e cosa esportare.
La controversia giudiziaria riguardante l’illecito utilizzo dei brevetti Tatra si riapri qualche anno dopo la fine del conflitto. Si trascinò per molto altro tempo ancora, sino al 1961, quando Volkswagen si decise a liquidare Tatra con appena 3 milioni di marchi, una cifra irrisoria. Ledwinka, il padre di quei brevetti, non ricevette nemmeno un marco e morì quasi dimenticato nel 1967. A poco servì l’ammissione di Porsche che confessò di aver più volte guardato di soppiatto il lavoro del collega.