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Il progetto era nato qualche anno prima grazie alla collaborazione con Pininfarina per lo studio dello stile. E nell’aprile del 1960, nel centro di produzione Peugeot di Sochaux, benne finalmente presentata la 404.

La linea disegnata da Pininfarina era filante e moderna, montanti sottili, le linee delle fiancate lisce; le pinne posteriori e le cromature a strizzare l’occhio al mercato nordamericano. Era offerta con una serie di colori inconsueti per il tempo, come un arancione acceso, il grigio tortora o il blu laguna, in linea con il clima positivo che si respirava in quegli anni. Anche gli interni proponevano tinte coraggiose come il grigio chiaro, il rosso ed anche il blu-verde, e la plancia aveva un aspetto estremamente moderno. Il motore della 404 era un’evoluzione di quello della 403, ma potenziato a 1.618cc; per limitare l’altezza del vano motore, fu montato non più in verticale, ma leggermente inclinato.
Nell’ottobre 1961, al Salone di Parigi, Peugeot presentò la versione Cabriolet, mentre l’anno successivo vide la luce anche la Coupé, prodotte entrambe negli stabilimenti Pininfarina, mentre la meccanica veniva assemblata nella fabbrica di Sochaux. Per suggellare la collaborazione con Peugeot, Pininfarina appose il suo stemma sulla fiancata sia delle coupé che delle cabriolet. Nel 1966, venne apportata una importante novità stilistica al frontale della Coupé: nella griglia vennero montati i nuovi fari di profondità, un’innovazione che contribuì ad incrementare il successo dell’auto.
Nel corso degli anni la gamma della 404 fu progressivamente ampliata con ulteriori modelli. Oltre alla versione berlina, alla coupé e cabriolet, vennero introdotte anche la station wagon a 7/8 posti, la versione commerciale a 5/6 posti e la furgonette con 2 soli posti. Fu anche disponibile un pick-up e una versione ambulanza.
Nel settembre del 1968, con il lancio della 504 Coupé, la 404 Coupé venne ritirata dal mercato. In Europa, la produzione delle 404 proseguì fino al 1975, mentre la versione pick-up arrivò addirittura fino ad ottobre 1978.
La Peugeot 404 fu un grande successo commerciale internazionale. Complessivamente ne furono vendute 2.885.377, di cui 1.672.395 berline, 10.387 Cabriolet, 6.837 Coupé ed il restante diviso tra pick-up, cabinati, commerciali e familiari.
Con l’arrivo della versione a iniezione, la 404 si ritagliò uno spazio anche nel mondo delle competizioni sportive, ottenendo risultati importanti, soprattutto in una gara massacrante come l’East African Safari. Nel 1961, conquistò 1°, 3° e 4° posto nella categoria inferiore ai 2.000cc; nel 1962 arrivò prima nella classifica a squadre e seconda in quella generale. La consacrazione avvenne nel 1963, quando la 404 di Cliff e Nowicki ottenne la vittoria assoluta. Ma l’apoteosi doveva ancora arrivare, con le tre vittorie consecutive dal 1966 al 1968.
Nel 1966 le condizioni climatiche furono talmente sfavorevoli che gli organizzatori furono obbligati ad allungare da quattro a dieci ore il tempo limite consentito. La corsa del 1967 fu, invece, straordinariamente secca e spinse le vetture a velocità medie superiori ai 100 km/h: le dodici 404 iscritte tagliarono tutte il traguardo. Nel 1968, infine, la terza vittoria consecutiva consacrò la sua immagine. In Sudamerica la 404 vinse nel 1963 e nel 1965 il Grand Prix d’Argentina.