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La Citroën AMI8 fu presentata nel 1969 al Salone di Ginevra. Si trattava di un’evoluzione della AMI6 lanciata otto anni prima, una singolare reinterpretazione della vettura media da famiglia, frutto del lavoro del designer italiano Flaminio Bertoni, già autore della linea della Traction Avant, della DS19 e di gran parte di quella della 2CV.

La linea dell’AMI6 era una totale rottura con i modelli precedenti: Bertoni era riuscito a creare una comoda berlina a quattro posti e tre volumi, con un grande vano bagagli di 350 litri in meno di quattro metri di lunghezza, utilizzando in gran parte la meccanica della 2CV ed un nuovo motore di 602cc che permetteva di viaggiare in tutto comfort sul filo dei cento all’ora.
L’AMI6 fu un vero successo e per due anni fu l’auto più venduta di Francia. Le nervature delle lamiere le conferivano un carattere inconfondibile, permettendo allo stesso tempo di risparmiare peso a tutto vantaggio di consumi e prestazioni. L’arrivo nel ‘64 della versione giardinetta, la Break, che aggiungeva un comodo portellone posteriore capace di accogliere carichi anche molto ingombranti, sancì il successo della famiglia AMI.
Il designer della AMI8 fu Robert Opron, assistente di Flaminio Bertoni. Arrivava dalla Simca ed avrebbe disegnato per Citroën anche la GS, le SM, la CX e la VISA. Dopo la scomparsa di Bertoni, nel 1965 Opron si trovò tra le mani il difficile compito di rinnovare lo stile della AMI6 la cui produzione avrebbe dovuto proseguire almeno per altri dieci anni, in attesa di un modello totalmente nuovo che sarà la VISA.
Grazie alle nuove tecnologie di stampaggio delle lamiere e utilizzando i nuovi strumenti informatici di cui fu dotato il Centro Stile Citroën, Opron semplificò la linea dell’AMI6, eliminando certe ricercatezze quali i bordi del cofano e dei parafanghi anteriori, cambiando la berlina in una fastback, pur lasciando inalterata il posteriore della Break, e ridisegnando completamente gli interni ed il frontale.
Il successo della AMI8 fu immediato e duraturo: la nuova linea e la plancia totalmente rinnovata piacquero al pubblico. La plancia era in parte ispirata a quella della Dyane e in parte anticipava quella della nuova GS che sarebbe stata presentata l’anno successivo. Economica, sicura, robusta e di facile manutenzione, garantiva un grande confort a bordo, era ragionevolmente veloce e poteva trasformarsi quasi in un furgoncino nei week-end. Le sue sospensioni indipendenti sulle quattro ruote rendevano morbido anche il terreno più sconnesso e, con il loro sistema antibeccheggio, assicuravano una stabilità perfetta.
La versione più potente delle AMI, la Super, lanciata nel 1973, era dotata di motore a 4 cilindri boxer di 1.0 litro che lanciava la vettura intorno ai 150kmh di velocità massima, con consumi relativamente ridotti grazie alla massa complessiva leggera.
L’AMI8 e la Super furono prodotte nelle versioni Berlina, Break e Service, ovvero una Break a due porte sia chiusa che vetrata, pensata come veicolo commerciale leggero.
L’arrivo della VISA determinò la fine della produzione dell’AMI8. Ne furono prodotte complessivamente circa un milione e ottocentocinquanta mila sino al 1979, quando terminò la produzione della Break; quella della berlina era cessata l’anno prima. In tutti quegli anni le auto erano state prodotte a Rennes, a Vigo in Spagna (dove si chiamava semplicemente Citroën 8) e persino a Buenos Aires, dove venivano assemblati gli esemplari destinati all’America Latina.