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L’idea di quello che sarebbe poi divenuto uno dei simboli della rinascita economica italiana, l’Autogrill, nasce all’indomani della Seconda Guerra Mondiale.

Mario Pavesi, un giovane industriale di Novara, figlio di un fornaio, in un momento in cui le automobili private erano ancora meno di una per mille abitanti, aprì una piccolo negozio sulla Milano-Torino, all’uscita per Novara. C’era un bar con i tavolini e le sedie ed una pergola all’aperto; soprattutto, il suo scopo era quello di essere una di semplice vetrina dei biscotti che Pavesi produceva nella vicina fabbrica di famiglia.
All’inizio degli anni Cinquanta la guerra iniziava a diventare soltanto un tragico ricordo lontano. Le fabbriche avevano cominciato a lavorare al massimo delle loro capacità, ed i beni di consumo di ogni tipo diventavano sempre più disponibili per un maggior numero di persone. Era l’inizio del boom economico italiano.
Ogni giorno aumentava il numero delle auto e dei mezzi pesanti in circolazione, e sulle principali vie di comunicazione iniziavano a comparire le corsie di sorpasso. Il bar Pavesi dovette essere ampliato con un’area ristorante. Era nato così il primo, vero punto di sosta e di ristoro d’Italia. La prima stazione di servizio che sarebbe divenuto il modello per tutte le altre che seguirono.
L’esplosione del boom, del miracolo italiano, arrivò a cavallo tra gli anni '50 e '60. Le Fiat 500 e 600 segnarono l’inizio della motorizzazione di massa, diventando il simbolo di un intero Paese in movimento, alla ricerca di nuovi beni di consumo e nuovi stili di vita. Ovviamente.
Il primo vero rivoluzionario Autogrill Pavesi, opera dell’architetto Angelo Bianchetti, che ne disegnò una dozzina, fu costruito ed aperto nel 1959 a Fiorenzuola d’Arda ed è, ancora oggi, uno dei simboli del processo di modernizzazione dell’Italia. Eretto sull’Autostrada del Sole, inaugurata appena tre anni prima, questa nuova struttura era, ed è, in una posizione strategica, nel cuore della valle del Po, tra Parma e Piacenza.
Realizzato in acciaio, con la sua struttura a ponte (per questo chiamato Transatlantico) e le scale d’ingresso su entrambi i lati, ed un’area con le pareti di vetro ospitava il ristorante da cui i clienti potevano affacciarsi su entrambe le carreggiate dell’autostrada che correva sotto, fu la prima opera del genere in Europa. Fu completata in appena quattro mesi, da settembre a dicembre 1959.
Bianchetti s’era ispirato ad un modello americano, il ristorante Oasis della catena Fred Harvey a Chicago. Un decennio prima, anche Pavesi aveva avuto l’idea del nome delle sua aree di servizio durante un viaggio negli Stati Uniti: dalle grill-room dei piccoli ristorante disseminati lungo le Highways.
L’Autogrill Pavesi di Fiorenzuola fu inaugurato il 31 dicembre 1959 alla presenza dell’allora sottosegretario agli Interni Oscar Luigi Scalfaro, così come di Mario Pavesi e Angelo Bianchetti.

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La risposta della Motta non si fece attendere: nel 1961 venne inaugurato il Motta Grill a Cantagallo, un colosso che domina il tratto dell’A1 tra Bologna e Firenze. E già, perché i Motta-Grill e gli Autobar Alemagna apparvero quasi contemporaneamente agli Autogrill Pavesi. Iniziò così una sorta di competizione industriale tra i gruppi industriali e gli architetti che diede vita al periodo delle aree di servizio a forma di ponte: audaci opere di design e simboli di un'Italia ottimista.
Da allora niente fu più lo stesso per gli automobilisti italiani; le autostrade non erano più un mezzo per muoversi da un punto all’altra, ma anche una destinazione. La gente iniziò ad andare a consumare il pranzo della domenica negli Autogrill a ponte per guardare le auto che sfrecciavano sotto le vetrate, ma anche per perdersi tra gli scaffali e le vetrine per scoprire i prodotti pubblicizzati in TV.
Era l’inizio della società dei consumi e gli Autogrill erano i precursori di ciò che, a breve, sarebbe divenuto un'esperienza comune per i consumatori italiani: l'opportunità di scegliere tra tanti prodotti e gusti diversi, mantenendo le sue tradizioni e contemporaneamente strizzare un occhio allo stile di vita nordamericano.

(Foto: Archivio Arch. J.J. Bianchetti)