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Auto celebri, le mitiche "volanti" e le moto: dagli anni Trenta a oggi. Un percorso che passa in rassegna i momenti più significativi della società italiana attraverso le auto e le moto della Polizia di Stato esposte in un padiglione dell’ex Fiera di Roma, in Via dell’Arcadia.

Il Museo delle Auto della Polizia di Stato ospita settanta esemplari tra auto, moto, scooter, bici e persino un "gatto delle nevi".
I visitatori possono apprezzare i modelli che hanno fatto la storia della Polizia, a partire dalla prima “volante”, la mitica Alfa Romeo 1900 TI nera del 1958, di cui fu elaborata una versione speciale on il parabrezza anteriore sdoppiato blindato, il tetto apribile e delle catenelle di protezione per gli pneumatici anteriori; le vetture di rappresentanza OM 469 Sport del 1930, l’Alfa Romeo 6C 2300 del 1934, la Lancia Artena del 1939, i mezzi Dodge della Questura con la sirena installata sul parafango destro. Sono esposti, inoltre, vari modelli di Moto Guzzi, (Guzzino 65, Airone 250, Falcone 500), il Prinoth cingolato da neve per il soccorso alpino e la De Tomaso blindata del 1979 per i servizi di scorta, ma anche la più recente Lamborghini Huracan.
Tutti i modelli sono stati restaurati con pezzi originali, pronti finalmente per la vetrina che meritano. Molto spesso ospite del museo, perché oggi parte di una collezione privata, la Pantera del maresciallo Armando Spatafora, la Ferrari 250 GTE nera del 1962, targata Polizia 29444, unico esemplare tra i corpi di Polizia di tutto il mondo. Addestrato a Maranello dai collaudatori Ferrari, Spatafora negli anni '60 sfrecciava per le strade della Capitale all'inseguimento dei banditi, dotati molto spesso di auto più veloci di quelle d'ordinanza della Squadra Mobile. Si pensò, quindi, di lanciarsi all'inseguimento dei malviventi con un bolide da 240 cavalli, che poteva raggiungere i 240 chilometri orari, fino a catapultarsi giù per l’ormai leggendaria discesa sulla scalinata di Trinità dei Monti, creando un avventuroso diversivo per alcuni turisti americani sul luogo
Un'area del museo è dedicata all'esposizione di alcuni cimeli storici, caschi, stivali, berretti, palette, ricetrasmittenti e altre apparecchiature che i poliziotti hanno utilizzato dagli anni Sessanta in poi.
Oltre all’esposizione dei mezzi in dotazione alla Polizia dal 1930 ad oggi, i visitatori possono interagire, utilizzando postazioni predisposte e collegamenti ad Internet, per saperne di più sulle attività della Polizia di Stato.
L’area espositiva accoglie anche una postazione AFIS, della Polizia Scientifica e lo Spaid, che rilascerà istantaneamente, come ricordo al visitatore, una tessera con dati anagrafici e fotografia. Di notevole impatto la sala tecnologica, in cui adulti e bambini possono guidare un’auto della Polizia in un circuito stradale, competendo con le vetture delle polizie straniere, affiancata da una sala operativa in cui si può vivere l’esperienza dell’intervento a bordo delle volanti.
Per informazioni e prenotazioni di visite guidate per gruppi e scolaresche ci si può rivolgere direttamente al Museo delle Auto della Polizia di Stato (telefono: 06/5141861, e-mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it..
Il museo è aperto a tutti e ha un costo di appena 3 euro per la tariffa intera e di 1,50 per quella ridotta. Gli incassi sono destinati al Fondo di Assistenza per il personale della Polizia di Stato in favore del "Piano Marco Valerio" istituito a favore dei figli degli operatori di Polizia affetti da gravi patologie.
Il Museo è aperto al pubblico dal lunedì al sabato (9:00 - 13:00) ed è chiuso nel mese di agosto.
Vale la pena andare a scoprire un gioiello poco conosciuto che ci racconta la storia del nostro Paese. E non solo.