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La Fiat 600 Multipla, l'antesignana delle moderne monovolume, sarà protagonista di "Cars: Accelerating the Modern World".

La mostra, che aprirà il 23 novembre sino al 19 aprile 2020 presso il Victoria & Albert Museum di Londra, ha per tema l'impatto dell'automobile sulla società moderna ed ospita quelle vetture che hanno rappresentato dei veri e propri acceleratori sociali ed economici nel corso del XX secolo per il loro design, l'innovazione e l'impatto sociale, cambiando il mondo negli ultimi 130 anni.
Tutto nasce con il lancio della Fiat 600, nel 1955, una berlina compatta due porte-quattro posti, l'auto che dà il via alla motorizzazione di massa dell'Italia. Il suo sviluppo era iniziato qualche anno prima; il 15 luglio del 1953 Vittorio Valletta, allora Presidente ad Amministratore Delegato della Fiat, organizza una giornata dedicata alla prova della 600. Dopo diversi test su pista, la giornata si conclude con una riunione dell'intero Consiglio di Presidenza Fiat, che approva il progetto. In quella stessa giornata si iniziò a pensare anche a una versione familiare della 600 che poi divenne, dopo una breve fase progettuale, la Multipla, presentata ufficialmente nel gennaio del 1956 al Salone di Bruxelles. Il suo lancio era stato preceduto, alcuni mesi prima, da un'impresa memorabile della 600 berlina, protagonista del raid Roma-Calcutta, coprendo più di 12.000 km in soli 11 giorni.
La versione "multispazio" condivide la meccanica della 600 berlina con il motore posteriore a sbalzo. Al posto del cofano anteriore (che nella berlina era occupato dal serbatoio e dalla ruota di scorta) nella Multipla si trova un divano due posti. Il frontale della vettura è quasi verticale, come in un piccolo pullman. Il risultato è una vettura che sembra viaggi al contrario, con la parte posteriore più affusolata e aerodinamica, che al suo interno può ospitare tre file di sedili e fino a sei persone.
La 600 Multipla ha quattro porte: due anteriori, che si aprono controvento, e due posteriori. E' possobile abbattere una o entrambe le file posteriori di sedili fino ad ottenere un piano di carico uniforme lungo quasi due metri. L'auto può così trasformarsi anche in un piccolo camper La versione taxi si diffonde a macchia d'olio nelle città e diventa una delle icone dell'Italia del boom economico.
Nel 1960 Fiat aggiorna la gamma della 600 - berlina e Multipla - con la nuova versione D. Cresce la cilindrata e migliorano le prestazioni senza che aumentino i consumi. I bassi costi di gestione sono la chiave del successo della 600. Con le prestazioni migliorate aumenta anche la diffusione della Multipla in allestimento taxi: il sedile del passeggero anteriore viene sostituito da un piano porta-valigie. La carrozzeria esterna resta invariata, mentre l'abitacolo nella parte posteriore viene allestito con due sedili e due strapuntini per ospitare da due a quattro passeggeri.
La livrea dei taxi italiani negli anni Sessanta è bicolore: nero nella parte alta della carrozzeria e verde bottiglia in quella bassa. La Multipla risulta nobilitata da questo accostamento cromatico ed anche molte vetture di privati verranno ordinate in versione bicolore. L'affidabilità e i bassi costi di gestione sono la fortuna della versione taxi che si diffonde nelle maggiori città italiane. La 600 Multipla diventa la vettura di servizio per eccellenza di molte aziende italiane, fino a ispirare la successiva creazione del furgoncino 600 T.