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Al Salone di Parigi del 1968, in un anno così complicato per la storia francese, e non solo, faceva il suo debutto l'Alfa Romeo Carabo.

La storia di questa affascinante concept car inizia con una delle vetture più iconiche mai realizzate: la 33 Stradale del 1967 di cui furono prodotti soltanto 18 esemplari.La carrozzeria in vetroresina era opera del maestro Franco Scaglione e, all'interno di un innovativo telaio tubolare, era alloggiato il poderoso V8 in posizione posteriore-centrale.
Su questo stesso telaio, un anno più tardi, un altro grande stilista italiano, Marcello Gandini, realizzava la Carabo, una delle più suggestive creazioni del carrozziere torinese Bertone che, in precedenza, aveva già realizzato altria concept su meccanica Alfa Romeo: la Canguro, allestita sul telaio della Giulia TZ nel 1964 e la Montreal, presentata nel 1967. Rispetto a queste, la Carabo è ancora più estrema, con le linee tesissime della sua parte anteriore che si raccordano, senza soluzione di continuità, con il grande parabrezza inclinato.
Altrettanto spettacolare il volume posteriore, percorso integralmente dalle griglie d'aerazione per il raffreddamento del vano motore, che si conclude con il taglio improvviso della coda, di forma esagonale, interamente coperto da una griglia a maglia rettangolare messa in evidenza dal verde acceso della carrozzeria che richiama il coleottero Carabo, da cui il nome della concept car. Questa livrea di un verde squillante è alternata a parti grigio scure, mentre il profilo dell'affilato frontale è di un arancio fluorescente.
Di profilo, si apprezza ancora di più la forma a cuneo della parte anteriore, insieme al taglio asimmetrico dei passaruota ed alle porte con apertura verticale grazie ad un comando idropneumatico per agevolare l'accesso nell'abitacolo molto basso; da terra, infatti, la vettura misura meno di un metro. I proiettori sono alloggiati in un apposito vano, protetto da lamelle orientabili. Anche negli allestimenti interni tornano le forme essenziali e squadrate dell'esterno: così è per la plancia e per il tunnel centrale in mezzo al quale svetta la leva del cambio a 6 marce.
A cinquant'anni dalla sua presentazione, la Carabo tornerà a Parigi per partecipare al Concours d'état di Chantilly, dove viene presentata fuori concorso nella sezione "The Marcello Gandini creations".