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Lister Knobbly, arriva la versione stradale della leggendaria auto da corsa

Brian Lister, scomparso all’età di 88 anni nel dicembre 2014, è stato uno dei più grandi costruttori di auto britannici di auto da corsa. La Lister Cars, nata nel 1954 a Cambridge, divenne rapidamente un punto di riferimento per le vetture sportive con il motore anteriore. La Knobbly, per esempio, ebbe pochi concorrenti al suo livello.

Brian Lister era nato il 12 luglio 1926. Frequentata la Perse School di Cambridge, a sedici anni iniziò il suo apprendistato nell’azienda di famiglia, la G. Lister & Sons, fondata nel 1890 dal nonno. Un periodo terminato nel 1946 quando partì per prestare per due anni il servizio militare nella RAF che aveva scelto per due ragioni: la prima dettata dal suo interesse per l’ingegneria e la meccanica; la seconda perché era un appassionato di jazz e “la RAF aveva le migliori band”, confessò qualche anno più tardi. Divenne un batterista abbastanza famoso; con il suo gruppo, i Downbeats, raggiunse una certa notorietà. Una passione, quella per la batteria, che non l’abbandonerà mai, per tutta la sua vita.
L’altra sua grande passione, i motori, iniziò a coltivarla con la sua prima auto, una vecchia MG che era stata della polizia. Non appena gli fu possibile, la sostituì con una Morgan 4/4, a cui seguì una Cooper MG.
Nel 1948 Lister rientrò nell’azienda di famiglia. Il secondo dopoguerra fu un periodo estremamente entusiasmante per l’automobilismo sportivo. Brian fu uno dei fondatori del Cambridge 50 Car Club, insieme al pilota Scott Brown. I due divennero grandi amici; a loro si unì Donald Moore, considerato all’epoca uno dei migliori meccanici, che si prese cura dei motori delle loro auto.
John Tojero, la cui fabbrica era nella vicina Huntingdon, era un cliente della Lister Engineering e Brian acquisto’ la seconda Tojero costruita con cui, nel 1951, iniziò la sua carriera sportiva. Ben presto capì che la sua vera vocazione era quella di costruire auto. Chiese al padre Horace di finanziare lo sviluppo di una vettura che portasse il nome di famiglia. La scommessa fu accettata e nell’estate del 1953 il progetto decollò. Donald Moore avrebbe messo mano al motore MG e Scott Brown l’avrebbe guidata. L’auto debuttò il 3 aprile 1954 a Snetterton. E vinse.
La prima battuta d’arresto arrivò una settimana più tardi ad Oulton Park, in occasione del British Empire Trophy. Scott Brown poteva usare bene soltanto una mano e, per di più, aveva anche dei problemi alle gambe. Inoltre, era alto appena un metro e mezzo. Uno dei concorrenti si oppose alla sua partecipazione per motivi di sicurezza e, in via precauzionale, Brown venne sospeso per due mesi, fino a quando non riuscì a vincere il ricorso. Lister continuò a credere in Scott Brown, tant’è che ingaggiò dei nuovi piloti soltanto quando l’amico non fu più veramente in grado di guidare.
Le auto della Lister continuarono ad evolversi molto rapidamente grazie ai motori Bristol prima e Maserati poi. Nel 1957 fece il suo debutto la Lister-Jaguar che attirò l’attenzione generale. In quella stagione collezionò 12 vittorie su 14 gare, realizzando sempre o il giro più veloce o il record della pista. A sorpresa iniziarono a piovere richieste per l’auto di cui, nel 1958, iniziò la produzione. La Lister riuscì così a conquistare un ruolo di primo piano tra i costruttori di auto sportive, anche se Brian raggiunse questo successo internazionale sempre con grande umiltà e con un budget molto limitato rispetto a quello delle aziende più grandi.
Fu nel maggio 1958, a Spa, che la grande avventura iniziò a vacillare. Scott Brown morì per le conseguenze di un grave incidente e Brian, soltanto dopo un lungo periodo di riflessione, decise di continuare. Ma nell’estate del 1959, dopo le morti di altri due grandi piloti, Bueb e Behra, nessuno dei due però su Lister, arrivò la decisione di abbandonare definitivamente le competizioni sportive, continuando però a sostenere l’attività dei clienti privati fino all’inizio degli anni 60. L’ultima apparizione nelle corse fu la preparazione di una Sunbeam Tiger per la 24 Ore di Le Mans del 1963.
Brian rimase comunque coinvolto nella Lister Engineering dedicandosi con successo alla produzione di macchine per imballaggio e continuando a coltivare la sua passione per la musica esibendosi in pubblico sino al 1990.
Nel 2014 la Lister Knobbly è rinata sotto l’amministrazione della famiglia Whittaker. Le repliche sono prodotte nella stessa storica fabbrica Lister nel Cambridgeshire. Per un singolare gioco del destino Brian Lister, alcune settimane dopo aver visitato la fabbrica ed aver ammirato la nuova Knobbly e, soprattutto, aver realizzato che la leggenda della Lister era ancora viva, morì. Appena una settimana prima era andata in onda in TV una sua emozionante intervista, lasciando il ricordo di uomo impeccabilmente educato, estremamente umile ma profondamente diffidente, nonostante la sua passione per le cravatte sgargianti, che ha comunque lasciato un segno indelebile nella storia dell’automobilismo sportivo.